Divinità
 
Umani
  • Dikos: dio della Luce e della Giustizia.

Il dio della Luce, della conoscenza della legalità e del bane, si contrappone alle forze oscure che governano gli animi impuri rendendoli succubi degli atti ignobili che dettano ai loro cuori. E poiché la luce è accompagnata dal calore, era il dio della vegetazione e della crescita; ricompensava il bene con la prosperità e combatteva il male. Dikos era detto onnisciente, infallibile, sempre attento e che mai riposa, al suo sguardo vigile nessuno scempio sfuggiva ed era pronto a fugar col sangue degli infedeli che si ribellavano ai suoi dettami.

 

  • Kailos il Dio delle ambiguità
Venne un tempo in cui gli uomini si liberarono dal velo di luce che ne ottenebrava la vista, ed i loro occhi presero a vedere le iniquità di cui il Divino di Luce si era macchiato.

I dettami di rettitudine e giustizia ch'egli aveva sussurrato ai detentori delle sue sacre reliquie divennero ben presto pretesti per imbirgliare gli sciocchi in una spirale di cieca violenza allorchè il potere clericale paerva esser lontanamente minacciato da coloro che con giudizio e metodo si opponevano a leggi divine troppo meditate ed artificiose, buone solamente a sopperire alla mancanza di leggi umane laddove ve n'era effettiva necessità.

La magia bandita dai regni umani, veduta come eresia più che semplice studio dell'arte arcana, spingeva gli intellettuali a raccogliersi lontani dai centri cittadini, eleggendo a loro salotto di disquisizione locande malfamate piuttosto che cripte e spelonche.

L'alone di mistero che spirava attorno a queste figure incappucciate che amavano darsi appuntamento in luoghi sconsacrati e sperduti non faceva che alimentare il seme del sospetto nei loro confronti e ben presto questi cultisti furoni i primi perseguitati dalla Santa Inquisizione, che fece dei sospetti certezza, indicendo verso di loro una vera e propria guerra.

Furono cacciati, sterminati, torturati senza apparenti motivi se non prove indiziarie che il culto da loro seguito si discostasse da quello ufficiale legato a Dikos.

 - Il segno dei quattro

Quattro giovani adepti, appartenenti a disparate razze riuscirono a sopravvivere all'inquisizione che, andava via via scemando allorchè il Patriarca si sentiva al sicuro ed il suo potere sulle genti era ancora indiscutibile.

Sunastian, manipolatore dell'Acqua...
Caleb, custode della Terra...
Kuranes, dominatore dell'acqua
Lorcan, signore del Fuoco.


Ognuno aveva scelto a rappresentarlo un elemento naturale, ognuno di loro conosceva i fondamenti che reggevano gli altri principi naturali, tutti erano uniti nell'Etere, rappresentato da Kailos il Dio dell'ambiguità.
Nè buono, nè malvagio, lasciava alla gente il libero arbitrio, la consapevolezza di decider per sè quel che era giusto o quel che si poteva definr errato, senza l'ossessione di una vita ultraterrena in cui avrebbero pagato il fio dei loro errori, senza manipolar le loro menti con dogmi prescritti, donando il cambio del loro proselitismo la verità ultima di tutte le cose, ovvero che non esiste mai una sola verità, ma mille sfaccettature della emdesima, impressa nella mente di chi giudica.

  •  Lo spirito dei Boschi

E' forse solo leggenda, che passa di bocca in bocca, a boscaioli e cacciatori, che sarebbero pronti a giurare d'averlo visto prender forma, dinnanzi ai loro occhi, con livrea di cercbiatta, o bellissima fanciulla, ricoperta di abiti intessuti di foglie.
Altri ancora, giurerebbero d'aver sentito il suo canto tra le fronde, quando spira il vento, o d'aver udito gli alberi stessi piegare i rami, in segno di rispetto al suo passaggio.

E' lo spirito dei boschi, l'essenza stessa della natura.

Negli ultimi anni, grazie anche a viaggiatori provenienti dal nord, venuti a contatto con la cultura druidica tipica di quelle terre, fortemente integrata con l'evolversi naturale delle cose, si è diffusa la credenza, di uno spirito protettore, guardiano dei boschi e di tutte le creature che in essi dimorano.
Coloro che ne parlano descrivono questo spirito come un'entità protettrice che non ha una forma propria, essa dimora in ogni creatura vivente ed è la personificazione delle forme animali, vegetali e inerti che sono parte del ciclo naturale.

Non vi è un vero e proprio culto legato a questa credenza, poichè per la sua natura, non vi sono sacerdoti o adepti che identificano nello spirito una vera e propria divinità da adorare o per cui officiare.
Forse è per questo motivo che l'inquisizione non si è impegnata in questo senso per debellare la credenza sul nascere.
Per essi sono poco più che racconti popolari come tanti altri ve ne sono, e la presenza di uno spirito protettore dei boschi, finchè esso non interferisce con l'ufficiale religione del dio Luminoso, non è un problema su cui concentrarsi.
Ciò nonostante pur non rappresentando un vero e proprio culto, c'è chi crede fermamente nell'esistenza dello spirito, coloro che più spesso si sono trovati a contatto coi boschi, o con le sue creature, affermano di poterne percepire la presenza, e di sentirsi protetti da essa, finchè le intenzioni restano pure, verso il bosco e i suoi abitanti.
Che sia leggenda oppure realtà però, non è al momento, dato a sapere..



Elfi
  • Ardamil: la Madre Terra
  • Enwina: sposo di Ardamil, custode del Tempo.
  • Auta ed Aikale: progenitori della stirpe elfica, dea della Luna e Dio del sole.
  • Aiwenor: dea dei venti.
  • Anar: dio del fuoco

Solys il Primo, dal cui soffio divino il mondo prese forma e vita… Cielo, terra, acqua e fuoco si unirono nell’Etere, dando origine a quella che oggi chiamiamo Aidhala, il mondo in cui nasciamo, viviamo, in cui ogni gesto non è reso vano, poiché mosso e scritto dal sacro disegno del Primo. Solys non fu l’unico a plasmare il Mondo che oggi conosciamo, con la sua varietà di piante, fiori, creature di ogni sorta, monti e valli, piane e mari. Con il passare delle Ere la solitudine cresceva e sentiva il bisogno di condividere la sua creatura con altri a Lui simili… Pose così il suo alito divino sulla terra creando Ardamil, chiamata la Madre, poiché ella fu la vera genitrice di Aidhala. Occhi di mare, pelle del tenue colore degli stami delle primule, capelli color del grano maturo e forme armoniose che racchiudevano monti e colline il suo corpo. La Madre, protettrice degli Elfi, rese fertile il suo ventre e diede alla luce Auta. Che dalle acque pure e cristalline trasse il primo soffio di vita, belle e leggera come gli zampilli cristallini di una cascata col suo canto melodioso risvegliò Aikale il magnifico, Aikale il guerriero, capostipite della razza Elfica, protettore dei guerrieri e degli arcieri in cui infonde il proprio fuoco.



Elfi scuri
  • Lloth: la dea della tenebra e del sangue.

La madre impura, unitasi coi propri figli in rapporti incestuosi ed abominevoli ha creato la stirpe corrotto degli Elfi scuri che, invisibili al mondo, nelle viscere della terra perpetrano i più terribili rituali. Dea Ragno, dai mille volti, si nutre di odio, sangue, rituali intrisi di piacere e dolore da cui trae la sua forza. La più venerata, la più temuta, la più letale, unica dea di coloro che han fatto della tenebra propria esistenza.

 

Orchi

  • Voghan il Grande 
L’unico dio che gli orchi conoscono è Voghan il Grande, colui che ha guidato gli orchi attraverso il deserto, colui che ha unito le tribù. Molti si sentono in debito verso il proprio dio e lo venerano fino quasi all’estremismo, ottenendo in cambio doti magiche.
 
Chi è Online
 1 visitatore online
Eventi e quest
17